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I VINI DEL ROERO
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I vini del Roero
I vini del Roero

I VINI DEL ROERO

Vedi anche: ELENCO PRODUTTORI
Vedi anche: CANTINE

I TERRENI

In essi sono racchiuse le verità, poiché è dal terreno che le radici succhiano gli umori vitali per riempire gli acini e per portarli a perfetta maturazione. Nel profilo geologico roerino, più recente di quello di Langa, prevale la sabbia mescolata all'arenaria, roccia fragile sedimentaria di origine marina (la pietra che veniva usata per le costruzioni, o per essere scolpita essendo tenera e facile da lavorare) con ricchezza di calcare e di argilla.

La ricchezza di calcio, fosforo, potassio e di svariati microelementi, anche se vi è una certa povertà di sostanza organica, sono tutti elementi utili alla buona coltivazione della vite. I terreni si presentano in genere molto scoscesi, di colorazione giallastra tendente al rossiccio; una serie di colline a punta, quasi come se una gigantesca mano si fosse divertita a tirare verso l'alto la terra...
La giusta piovosità inserita in un microclima specifico dà il via ai caratteri primari dei vini, che in questa zona hanno lunga tradizione.

LA VITE

La vite, nella storia è vecchia come l'uomo civile, avendo legato il nostro antenato alla terra, al luogo, alla zona ...
I primi insediamenti civili sono quindi condizionati dalla coltivazione di questa pianta, dal suo allevamento, e infine dalla trasformazione dei suoi frutti, che, richiedendo una certa attrezzatura, dovevano per forza essere "stabili".
Influenze fenice, greche, etrusche e romane condizionano lo stile di allevamento; la vite cresceva nei boschi abbarbicata agli alberi; ne consegue un "allevamento" a tutori morti, ai pali, alle brope, alle canne. Dai boschi attorno si ricava il legno per il sostegno della vite, e ancora, per i primi rudimentali attrezzi: la botte viene scavata nel tronco d'albero, così come gli "arbi" per il trasporto o i "garos" per la vendemmia e i travasi.

La cantina viene ricavata da scavi interrati, poichè la terra può garantire una certa umidità e la giusta temperatura, vantaggiosi per un'ottima conservazione. Vitigni antichi allignano su queste colline; il principale è certamente il Nebbiolo sul cui etimo si sprecano le indicazioni e le supposizioni. Da "nobile" secondo G.B. Croce, o dalla "nebbia" per la pruina che ricopre gli acini, o ancora dal fatto che la vendemmia coincida con periodi nebbiosi, quando le brume salgono dal fiume Tanaro verso le colline!

E poi le uve a frutto bianco, quali Arneis e Favorita, un tempo utilizzate quali uve da tavola, oggi per la produzione di vini delicati e profumati. In rosso, da ricordare la Barbera, la Bonarda, il Brachetto. Se la nobiltà e storicità del vino sta nel vitigno, qui le carte sono tutte in regola. Una evoluzione ha permesso certi condizionamenti: oggi la vite è amata e coccolata; dall'uva possono venire tante indicazioni e il prodotto finale, il vino, è la conseguenza di tutti questi fattori. Oggi vi è perfezione nella coltivazione, dalla potatura alla scacchiatura, dai trattamenti al momento della raccolta, la vendemmia, che porta in sè valori ancestrali, pieni di emozioni e di certezze. Se l'uva è buona anche il vino sarà buono.

I VINI

Se nel Roero sono circa 2200 gli ettari coltivati a vigneto D.O.C. si può ritenere che la superficie complessiva coltivata si attesti intorno ai 3500 ettari: sono spesso vigneti ubicati in posizioni assai erte, ripide, tali da rendere gravoso e sofferto il lavoro dei viticoltori.
Tra i molti vitigni coltivati, Arneis e Nebbiolo sono di gran lunga i più diffusi, e poi Barbera, Bonarda, Favorita e Birbet.
Per questo, tra i tanti eccellenti vini che si producono, sono due "grandissimi" a dominare la scena, caratterizzando profondamente l'immagine enoica di questo territorio: il Roero ed il Roero Arneis. rudimentali attrezzi: la botte viene scavata nel tronco d'albero, così come gli "arbi" per il trasporto o i "garos" per la vendemmia e i travasi.

ROERO ARNEIS D.O.C.
L'Arenis è l'orgoglioso figlio del delle colline del Roero. Artefice del più recente rilancio viticolo della zona, l'Arneis vanta attestazioni toponomastiche che risalgono al ‘400 e riferite ai comuni di Canale e di Monticello.
Il vino “Roero Arneis” ha colore giallo paglierino con riflessi verdolini o dorati; il profumo è tenue e delicato, complesso, invitante e seducente con sentori di fiori (ginestra e camomilla) ben aromatizzati con sensazioni di frutta fresca (pesca e melone); il gusto è piacevolmente secco con vena delicatamente acidula, che da freschezza e persistenza gradevole. Ottimo retrogusto leggermente amarognolo.
ROERO D.O.C.
Il Nebbiolo, sulle colline del Roero, e tradizione cultura ed orgoglio contadini. E' il vino da bottiglia per eccellenza. Da sempre.
Nel Roero il Nebbiolo dà origine a tre vini d.o.c.: il Nebbiolo d'Alba, il Roero, ed il Langhe Nebbiolo.
Il Roero è vino dalle singolari caratteristiche.
Le tonalità ora intense ora sfumate del colore, ricordano quelle dei sorì roerini, mentre nel profumo fragrante e delicato si evidenziano sentori gradevolmente fruttati (tipici del nebbiolo) di lampone, fragole e fragoline, di ciliegia e di speziato con sottofondo delicato di liquirizia.
Il gusto secco e pieno, armonico e giustamente tanico, lungo e suadente fanno del Roero un vino di grande attrazione già nel primo anno di vita.
È posto in vendita il 1° giugno dell'anno successivo alla vendemmia, quindi dopo un breve periodo di affinamento. Ma alcuni Produttori lo pongono come vino di grande eleganza dopo un periodo di affinamento in barrique e in bottiglia variabile da uno a più anni.
La gradazione complessiva non deve essere, ai fini della D.O.C., inferiore a 11,5 gradi. Se immesso al consumo alla gradazione alcolica complessiva minima di 12 gradi, può fregiarsi dell'indicazione "Roero Superiore".
BARBERA
È il vino della piemontesità, rude e testardo, caparbio e silenzioso, discreto e forte. Vino popolare, vero simbolo della quotidianità del bere contadino.
La Barbera d'Alba si presenta con un invitante colore rosso rubino acceso con tonalità piene e riflessi cardinalizi.
Gli aromi sono suggestivi per i sentori di fruttato (in gioventù) o di austerità (a giusta maturazione) con la fragranza della prugna, di mora, di confettura, di speziato e di tostato.
Il gusto pieno e avvolgente, dalla vena acidula sempre evidente che dà fragranza e freschezza, la rendono adatta alle esigenze del bere e della tavola moderni.
IL BIRBET
Ottenuto dal "brachetto dal grappolo lungo", vitigno tipico del Roero, il Birbèt è il classico vino della festa, il "vino da donne" che, nella tradizione locale, accompagna dolci e dessert.
Il vino Birbèt presenta colore cerasuolo o rubino scarico con leggeri aranciati.
Il profumo aromatico intenso evidenzia sentori floreali molto marcati di geranio e fiori di pesco.
Il sapore dolce (ma non stucchevole) richiama una netta predominanza di sentori di frutta matura (ribes, lampone e fragoline di bosco).
Alcune tendenze di vinificazione lo propongono invece secco: con sapori più asciutti e retrogusto di mandorla.
LA BONARDA
Nel Roero la tradizione enoica vuole Cisterna d'Asti come zona d'elezione per tale vitigno.
Un tempo vinificata insieme ad altre uve, alle quali portava il colore, armonia e morbidezza di gusto, la Bonarda si presenta con colore rosso rubino particolarmente carico.
Il profumo intenso, avvolgente, vinoso, risente degli aromi secondari, derivati dalla fermentazione.
Il gusto, a seconda delle tecniche di vinificazione, risulta pieno e profondo oppure leggermente amabile e "mussante".
Vino piacevole, brioso e giovane, si fa preferire (preferibilmente non oltre i due anni di invecchiamento) con i primi tradizionale e con i secondi a base di carni bianche non troppo speziate
LANGHE FAVORITA
Arrivata nel Roero lungo le strade dell sale e dell'olio, la "bionda" Favorita richiama la luminosità del cielo ligure. Il vitigno deve essere assimilato al Vermentino.
Si presenta di colore paglierino scarico con riflessi verdi, con il profumo frullato dai ricordi di ananas e mela golden, con sapore molto fresco e vena acidula appena pronunciata e ricordo citrino con sfumature di salvia.
 
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