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Il mito vuole che le abbia scavate Belzebù in persona, in una sola infernale notte. In effetti, l'aspetto labirintico e selvaggio delle rocche alimenta e giustifica suggestioni e leggende.
In realtà si tratta di un interessantissimo fenomeno di erosione che si presenta come un libro aperto sulla storia geologica del Roero. Vero eden per naturalisti e geologi, le rocche attraversano tutto il Roero, da Bra a Montà (circa 12 Km), ed offrono angoli di rara spettacolarità.
Le rocche costituiscono, oggi, un'importante risorsa turistica. Per gli amanti di trekking e ciclismo sono stati tracciati innumerevoli sentieri. |
LEGGENDA DELLE ROCCHE
“...I feudatari promisero e Belzebù alzò verso
il cielo un cesto tanto grande che avrebbe potuto
contenere un castello; con quello brandito come
un'arma attraversò il piano alla sinistra della
Stura e si avviò verso la collina di Pocapaglia.
Là una vanga pesante e lunga come nessuno ne
aveva mai immaginato fiorì nelle sue mani,
il diavolo l'affondava nella terra e ne traeva palate
gigantesche che depositava sulla cesta.
La riempì e ripassò il fiume : là giunto la rovesciò
fra Tanaro e Stura.
Tutta la notte durò il viavai del demonio in quella
parte del mondo;
la terra tremava sotto il suo piede biforcuto, mentre
poco a poco ne cresceva il livello fra due fiumi,
finchè al primo baluginare dell'alba
il promontorio fu finito, e diavolo, vanga e cesta
dileguarono nell'ultimo buio della notte che moriva.
Di qulla notte una sola testimonianza: le rocche
profonde del Roero”.
(Gina Lagorio, Tra le mura stellate, Milano, Arnoldo Mondadori, Editore 1991)
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