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POLLENZO - MONOGRAFIE E INFORMAZIONI |
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CENNI STORICI
L'odierno abitato è l'erede tardivo di quella che fu un'importante città romana – Pollentia – fondata in un sito strategico nel II secolo a.C. Nota nell'antichità per la lavorazione delle lane, specie quelle nere, e dei vasi di argilla (detti anforiani) è poi passata alla storia perché nei suoi pressi si svolse la battaglia del 402 tra l'esercito di Stilicone e quello di Alarico. L'area pollentina, donata poco prima del Mille all'abbazia di Breme, vide nel ‘200 contese tra Alba e Asti per il suo possesso. Nel 1381 l'abbazia cede quanto resta al capitano visconteo Antonio Porro, che nel 1386 fa costruire l'attuale castello in sostituzione di quello abbaziale. Pervenuta nel 1433 ai marchesi di Romagnano, la Contea di Pollenzo ha vita autonoma da S. Vittoria e Bra (alle quali era stata in tempi diversi aggregata) fino al 1753 (allorché si estingue il ramo dei Romagnano di Virle che era succeduto a quello di S. Vittoria), quando Pollenzo e relativo territorio vengono uniti a Bra e dati in appannaggio al duca sabaudo del Chiablese. Nell'800 i possessi dei Romagnano vengono acquistati dal Regio Patrimonio sabaudo; parte del borgo viene quindi riplasmata in stile neo-gotico secondo gli ideali del re Carlo Alberto.
Fu creata l'attuale piazza Vittorio Emanuele II, con due lati delimitati da portici, al centro la fontana e ad un angolo un torrione neomedievale in forme di fantasia. Sul lato a nord fu eretta la neo-gotica chiesa di San Vittore (ornata di parte degli stalli provenienti dall'abbazia di Staffarda), mentre l'antica parrocchiale, poco discosta, fu abbattuta. Fu abbattuto anche l'antico ricetto e sostituito con l'Agenzia, una grande costruzione quadrilatera che fronteggia la piazza e la chiesa, voluta per gestire le tenute agricole sabaude (destinata, con gli odierni progetti di restauro, a diventare sede dell'Università di Scienze Gastronomiche). Una veste anche neo-gotica fasciò il castello.
Della romanità di Pollenzo (documentata nel museo di Palazzo Traversa a Bra, la parte più evidente in loco (soprattutto dall'alto), è la disposizione ad ellisse delle case che sorsero sull'anfiteatro, con gli assi di 132 e 100 metri. I reperti degli scavi attualmente in corso confluiranno in un centro di documentazione previsto nella recuperanda chiesa pollentina di S. Maria del Miglio (“la Madonnina”).
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DA VISITARE
Il Castello
Sulle rovine di un fortilizio di Breme e della prima chiesa dedicata a S. Pietro, Antonio Porro fece costruire nel 1386 l'attuale castello, con dimensioni ridotte di circa tre metri (fino all'ultimo quarto del ‘500) per i due lati collegati alla grande torre rotonda, inizialmente staccata dal corpo del castello. L'edificio acquista importanza specialmente alla morte di Amedeo di Romagnano, con la separazione da S. Vittoria della contea pollentina (assegnata al primogenito), momento che segna l'avvio di una lenta rinascita per il borgo dopo il totale abbandono dalla metà del ‘200 all'inizio del ‘400. Con Carlo Alberto il castello riceve il rivestimento neogotico che lo contrassegna e subisce alcune altre modifiche, fra cui la copertura con lucernario del cortile, danneggiata nel corso dell'ultima guerra, e l'aggiunta della torricella sommitale alla grande torre.
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ECONOMIA E PRODOTTI TIPICI
Nelle tendenze attuali, l'agricoltura braidese offre quell'immagine di freschezza e di vitalità che l'ha sempre contraddistinta. La viticoltura, diffusa soltanto sui terreni naturalmente vocati, si è indirizzata verso la produzione di vini doc, quali il Roero e il Roero Arneis, di vini rari, come la Favorita, o verso nuove frontiere colturali, con recenti impianti di noti vitigni francesi coltivati a ripiani raccordati.
La frutticoltura è sempre al passo con i tempi e l'allevamento bovino ha trovato nuovi impulsi nel marchio di tutela delle carni piemontesi. Florida è, infine, l'orticoltura: si è registrato un fenomeno di concentrazione delle proprietà tant'è che su oltre 70 ettari di orti lavorano circa 40 aziende; la superficie di colture sotto tunnel è dell'80 per cento e la floricoltura occupa ormai una voce importante dei bilanci aziendali.
Inoltre, l'antica tradizione casearia ha trovato consacrazione nella denominazione di origine controllata "Bra" per il formaggio locale e la salsiccia di Bra continua a essere il vanto della gastronomia locale, anche per il suo famoso "pedigree" che risale addirittura al 1847, anno in cui il re Carlo Alberto emanò una concessione regia per quella particolare e prelibata mescolanza di carni bovine e suine.
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APPUNTAMENTI
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Aprile: |
16° CENTENARIO BATTAGLIA DI POLLENZO |
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NOTIZIE UTILI
| Abitanti (1996): |
1956 |
| Superficie: |
kmq 18,80 |
| Altitudine: |
m. 301 sul livello del mare |
| Denominazione abitanti: |
Pollentini |
| Comuni limitrofi: |
Bra |
| Prefisso: |
0172 |
| CAP: |
12060 |
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INDIRIZZI UTILI
| Municipio: |
P. Caduti Libertà 14 - Tel. 0172.438111 |
| Guardia Medica: |
Tel. 0172.420377 |
| Carabinieri: |
Via Tanaro, 1 (Alba) - Tel. 0173.441333
Vl. Costituzione, 17 (Bra) - Tel. 0172.425261 |
| Vigili del Fuoco: |
(Alba) Tel. 0173.440212
(Bra) Tel. 0172.412222 |
| Farmacia: |
Farmacia Dalmasso Tel. 0172.412187
Farmacia Bainotti Tel. 0172.412419
Farmacia Bianchi Tel. 0172.412209
Farmacia Cravero Tel. 0172.412309
Farmacia Fides Tel. 0172.412081 |
| Ospedale - Canale: |
Tel. 0173.95690 |
| Ospedale - Alba: |
Tel. 0173.316111 |
| Ospedale - Bra: |
Tel. 0172.420111 |
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COME ARRIVARE ( Calcola il tuo itinerario )
| In auto: |
A6 (Torino-Savona uscita Marene; seguire le indicazioni per Bra - Alba / Pollenzo).
A21 (Torino-Piacenza uscita Asti Est; seguire le indicazioni per Isola d'Asti - Alba - Bra / Pollenzo). |
| In aereo: |
Cuneo Levaldigi (S.S. 20 Savigliano 12040 LEVALDIGI - CN - Tel. 0172.374374)
Torino Caselle (10072 CASELLE TORINESE - TO - Tel. 011.5676361) |
| In Treno: |
Torino - Bra - Alba (70 km), Torino - Cavallermaggiore - Alba (75 km) |
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